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Storia del cioccolato per contattarci
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…..il dio possedeva un immenso tesoro composto da "tutte le ricchezze del mondo, oro e argento, pietre verdi ed altri oggetti preziosi, come una grande abbondanza di alberi di cacao di diversi colori"……..

La leggenda narra che, quando Quetzalcoàtl era ancora un re, a causa di una grave malattia che lo aveva colpito, venne spinto a bere una pozione che gli avrebbe ridato la salute ed invece lo portò alla pazzia: fuggì verso il mare dove trovò una zattera di serpenti intrecciati e si allontanò scomparendo nel mistero.
Prima di partire però, Quetzalcoàtl promise che avrebbe fatto ritorno per riprendersi il suo regno nell'anno posto sotto il segno del "Ce-acatl".

   
Secoli più tardi, nel 1519, anno sotto il segno del "Ce-acatl", una grande nave carica di uomini con scintillanti armature come scaglie di serpente ed elmetti piumati, fece la sua comparsa vicino alla costa orientale del regno azteco.
Immediatamente l'imperatore Montezuma credette alla profezia ed accolse pacificamente quella nave pronto a restituire il regno al Dio Quetzalcoàtl.
Sul battello però non vi era il Dio azteco ma un conquistatore spagnolo: Hernàn Cortès.
Vennero offerti molti doni quali oro, argento, pietre preziose, schiave e… cesti pieni di semi di cacao.
I conquistatori diedero inizio all'espansione della conoscenza del cioccolato in tutti i continenti.
Furono i Maya i primi a scoprire la bontà dei semi di cacao (cacaoyer) 600 anni prima di Cristo. Questa popolazione preparava una bevanda mescolando la polvere dei semi tostati di cacao, acqua e spezie. Le leggende sostengono che il seme della pianta del cacao era stato portato dal paradiso e che la saggezza e la potenza venivano dal consumo del frutto dell'albero del cacao. L'importanza di questa pianta fu tale che diventò "l'albero della moneta": Un esploratore del Centro America scoprì che con 4 semi di cacao si poteva comperare un zucca, con 10 un coniglio, con 12 una notte con una concubina, e con 100 uno schiavo. Cortès importò nel 1528 in Europa i primi semi di cacao: questa è la data ufficiale dello sbarco del cacao sul nostro Continente.
   


Il ritorno di Quetzalcoàtl

 
   

Lo sbarco di Hernàn Cortès
 
Il 1609 rappresenta la data di pubblicazione del primo trattato scritto esclusivamente sul cacao : si chiamava "Libro en el cual se trata del chocolate" e fu pubblicato in Mexico : un ulteriore contributo alla diffusione del cioccolato venne poi attorno al 1615 quando la Principessa di Spagna Anna d'Austria , sposa di Luigi XIII , importa alla corte di Francia l'uso di bere la cioccolata. Il primo emporio per la vendita del cioccolato , aperto a Londra da un Francese ,è datato 1657 . Nel 1659 il cioccolato giunge a Roma , ma il Papa Pio V lo trova disgustoso : il bere cioccolato tuttavia non viene condannato dalla Chiesa che anzi nel 1669 attraverso il cardinale Brancaccio sentenzia che anche per il cioccolato si può applicare il detto salomonico "Liquidum non frangit jejunum" : ovviamente chi ne consumava doveva poi confessarsi e chiedere indulgenza a Pasqua . Nel 1671 un aiutante di cucina versa per errore dello zucchero caldo su alcune mandorle : il risultato è così piacevole che il Duca di Plesslin-Praslin , assaggiatele per caso , decide di chiamarle "praline".
La combinazione preferita dal romantico Goethe come regalo per l'amata era una scatola di cioccolatini abbinata ad un mazzo di rose e all'immancabile dedica. Ancora oggi regalare cioccolatini ad una donna sottintende un chiaro messaggio d'amore. Secondo gli psicologi, regalare cioccolato alla persona amata equivale ad una richiesta sessuale.
   

Goethe
 
   
Il marchese De Sade riteneva che il cioccolato fosse afrodisiaco mentre Gabriele d'Annunzio mangiava quadretti di fondente prima di incontrare le sue amanti. L'effetto afrodisiaco sarebbe dovuto alla presenza nel cacao di feniletilamina, la sostanza che ha effetti euforizzanti (analogo a quello delle anfetamine) e viene prodotta dall'organismo quando scatta il colpo di fulmine! Nel cacao, quindi, sono presenti importanti sostanze psicoattive come le teobromine e la caffeina, eccitanti e stimolanti il respiro, l'attività cardiaca ma soprattutto la funzione muscolare.

De Sade
 
     
Si racconta che Napoleone dopo un'estenuante giornata bevesse una gran tazza di cioccolata calda per ritemprarsi nell'anima e nel corpo.
Tutte le moderne ricerche hanno dimostrato che il cioccolato, in giuste dosi, non solo non è pericoloso, ma può anche apportare parecchi benefici all'organismo fa bene persino ai denti. Cortés scriveva a Carlo V: "una tazza di questa preziosa bevanda consente ad un uomo di sopportare un'intera giornata di marcia senza prendere altri cibi".

Napoleone
 
 
   
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